L’infortunio sul lavoro va trattato sotto un duplice aspetto. In primo luogo, c’è l’aspetto del risarcimento, che spesso inizia con una mancata denuncia del datore di lavoro all’INAIL. Questo è un problema ricorrente, poiché molti datori di lavoro non segnalano gli infortuni per evitare sanzioni o aumenti dei premi assicurativi. Quando ci si reca presso un pronto soccorso per una questione urgente riguardante la salute, è fondamentale raccontare la verità su come è avvenuto l’infortunio.
Tuttavia, non è raro che i lavoratori vengano minacciati di licenziamento se rivelano che l’incidente è avvenuto sul posto di lavoro. Questa pressione può portare i lavoratori a mentire o a omettere dettagli importanti, complicando ulteriormente il processo di risarcimento.
In secondo luogo, è necessario presentare una denuncia penale presso l’organo di Polizia competente per quanto accaduto. Questo passaggio è cruciale perché avvia l’intervento dello SPESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), l’ente statale responsabile di verificare che le misure di sicurezza sul lavoro siano rispettate.
Lo SPESAL ha il compito di indagare sugli incidenti e di assicurarsi che le norme di sicurezza siano applicate correttamente. La denuncia penale non solo aiuta a far emergere eventuali negligenze da parte del datore di lavoro, ma può anche portare a sanzioni e misure correttive che migliorano la sicurezza sul posto di lavoro per tutti i dipendenti.
Ricordo a tal proposito la storia di una bracciante agricola ferma davanti al capannone di una cooperativa dove lavorava, che avendo terminato l’orario di lavoro veniva investita da un muletto che provvedeva a rimuovere le cassette e che per tali motivi, le procurava delle lesioni, investendola.
Dopo tutti i ripensamenti e le minacce subite dalla signorina facemmo una denuncia contro il datore di lavoro per lesioni colpose.
L’intervento dello Spesal ha accertato che davanti al capannone il mezzo a motore, meglio muletto, non poteva muoversi liberamente, ma dovevano esservi delle linee a terra che delimitassero il percorso del mezzo.
Sono state numerose le sanzioni economiche ma di natura penale irrogate, ma con il pagamento di esse, il datore di lavoro ha potuto, penalmente usufruire dell’attenuante ex art. 131 bis cpp.
Usufruendo di questo beneficio ha potuto chiudere l’aspetto penale della vicenda, che non scalfisce l’aspetto del risarcimento in sede civile, poichè un provvedimento di tal genere corrobora la prova del fatto.
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