Lo Studio Legale Marseglia desidera fare chiarezza sulla possibilità di richiedere l’assegno di mantenimento da parte di un ex coniuge dopo una separazione consensuale, soprattutto nel caso in cui, all’epoca dei fatti, il coniuge considerato “debole” abbia rinunciato a tale assegno.
In caso di divorzio consensuale o non consensuale, è fondamentale verificare i presupposti per la richiesta di modifica dell’assegno di mantenimento. La richiesta è possibile se, rispetto alla separazione consensuale, si è verificata una significativa modifica nella situazione reddituale di uno dei due ex coniugi. È quindi possibile che il coniuge che in precedenza aveva rinunciato all’assegno, possa richiedere una revisione, a condizione che siano presenti giustificati motivi, come una diminuzione delle sue entrate economiche.

Riforma Cartabia e verifica della situazione reddituale
La recente Riforma Cartabia ha introdotto nuove regole per la valutazione delle richieste di assegno di divorzio. Secondo quanto stabilito, in sede di giudizio è obbligatorio il deposito delle dichiarazioni dei redditi e degli estratti dei conti correnti per verificare la situazione patrimoniale di entrambi gli ex coniugi. Tale procedura, prevista dall’art. 479 bis 19 cpc, consente di determinare se le richieste siano fondate e giustificate da un cambiamento reale delle circostanze economiche.
Nuovo orientamento della Cassazione sull’assegno di mantenimento
La Cassazione Civile ha modificato il suo orientamento sull’assegno di divorzio, affermando che esso non è più finalizzato a mantenere il tenore di vita pre-divorzio, ma ha una nuova funzione: garantire un supporto economico al coniuge che ha sacrificato la propria carriera lavorativa a favore della famiglia. In particolare, viene considerato il contributo del coniuge al successo professionale dell’altro, soprattutto quando il coniuge richiedente si è dedicato alla cura dei figli e della casa, rinunciando alle proprie ambizioni lavorative.
Valutazione del patrimonio comune e assegno di divorzio
Un altro elemento fondamentale è la valutazione dei beni immobili acquisiti durante il matrimonio. Tali beni, acquistati attraverso sforzi comuni, implicano una redistribuzione o una liquidazione nel caso di divorzio, per garantire un equo risarcimento a entrambi i coniugi.
La concessione dell’assegno di divorzio può avvenire in forma mensile o una tantum, e la verifica delle dichiarazioni dei redditi e dei conti correnti degli ultimi tre anni gioca un ruolo cruciale nella decisione del giudice.
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Avv. Giovanni Marseglia
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